Un mondo da fiaba… POP! Marta Lorenzon e le sue illustrazioni.
By iana On 21 Dec, 2012 At 04:03 PM | Categorized As Androiodio, IoVedo | With 0 Comments

di iana

Nel 2012 c’è ancora qualcuno che ha voglia di staccarsi dalla realtà per trasferirsi nei mondi colorati e allegri delle storie che ci leggevano da piccoli. Quei mondi che ti fanno staccare i piedi da terra e ti portano con la testa tra le nuvole. Ma anche se alla fine “vissero tutti felici e contenti”, nelle storie c’è sempre qualcosa da imparare, c’è sempre un avversità da superare.
Le opere di Marta Lorenzon trasmettono la tranquillità di mondi diversi con leggere pennellate e colori tenui, ma non si distaccano troppo dal concreto: tutto si fonde con un che di “non troppo contemporaneo”, ma che ci riporta con la mente al POP dei giorni nostri.

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Alice nel paese delle Meraviglie, Il mago di Oz, Hansel e Gretel, Riccioli d’oro… il tuo è un mondo fiabesco… Ci parli della tua arte e di questa ispirazione così sognante?
Effettivamente negli ultimi mesi ho vissuto di pane e fiabe, ma ho iniziato per una questione molto pratica: fare “esercizio”.  Cioè, finiti gli studi il problema era costruirmi un portfolio da illustratrice. Per cui, per lavorare a ritmi abbastanza veloci, ho cominciato ad allenarmi con testi brevi o anche lunghi, ma che a grandi linee conoscessi già.. per cui sono ricorsa alle fiabe, e poi ci ho preso gusto.

E qual’è la fiaba a cui ti senti più legata?
Non c’è una storia a cui io sia più legata. Ciascuna ha la propria “aria”, il proprio “mondo”. Però conosco Alice molto bene; è una delle prime fiabe che ho affrontato.
Il romanzo è una fonte creativa incredibile; un continuo gioco di non sense e di cavolate geniali.

Tutti i tuoi soggetti sono molto legati al periodo dell’infanzia, età per la quale hai un occhio di riguardo particolare?
Si, ho sempre guardato molto attentamente i bambini. Ho ritratto mia sorella più piccola in tutte le salse. Anni fa ci era così abituata che neache ci faceva più caso quando la scrutavo da dietro il mio album di disegno. Poi per anni ho fatto la babysitter nei ritagli di tempo; e forse anche questo mi ha permesso di osservarli molto bene.

Dalle fiabe alla realità: che percorso di studi hai seguito e quale come ti sei fatta spazio nel mondo del lavoro?
Alle medie ricordo le discussioni tra gli insegnanti, la prof di Arte premeva perché i miei mi iscrivessero all’ Artistico; al contrario degli altri, convinti potesse essere una scelta sbagliata. Io, a tredicianni, ero nella confusione più totale però avevo ben chiaro di voler continuare a disegnare. Così sono andata a al Liceo Artistico di Treviso, con biennio in “Discipline pittoriche”. Terminati questi cinque anni ero nel dubbio. Non è che sia proprio semplice pianificare un proprio percorso di studi, oltretutto se “artistico”! Mi sono iscritta ad Arti Visive e dello Spettacolo allo IUAV di Venezia, una facoltà che ora -senza finanziamenti pubblici- va via via dissolvendosi. In quei tre anni ho accantonato la matita però ho fatto di tutto: dai laboratori di fotografia a quelli di teatro, improbabili formule html (che non ho mai imparato e grazie a dio che ho amici programmatori e magnanimi!!), tesine di storia, laboratori di arte con bizzare permormance…
E anche qui, di nuovo nel caos e nella confusione, credo però di aver recepito degli imput fondamentali.
Finchè un giorno, durante un laboratorio, la mia prof ha ospitato una sua amica illustratrice, Giovanna Durì (recentemente rincontrata, le ho fatto una testa così co sta storia).
Da lì mi si è acceso qualcosa in testa. Avevo davanti a me una persona in carne ed ossa che viveva disegnando! e io che quasi quasi dimenticavo i miliardi di mozziconi di matita in fondo alla cartella!
Terminata la lezione l’ho praticamente rincorsa e assediata con un sacco di domande, a tal punto che la mia prof mi ha fatto capire che così poteva anche bastare… Da quel giorno ho fatto delle ricerche per valutare quale scuola d’illustrazione avrei potuto scegliere. Ricordo quei momenti di trepidazione e di incertezza. E il pragmatismo di mio padre… Alla fine, la scelta è andata sul MiMaster di illustrazione di Milano. (anno 2010-2011) Una full imersion di illustrazione; son passata dal non avere ben chiaro cosa fosse, al buttarmici proprio a copofitto! Il che credo sia servito.
Tornata da milano, ora è un anno preciso che mi barcameno nel fatidico “mondo del lavoro”.
La prima pubblicazione è arrivata per commissione, poi il resto per lo più tramite concorsi. Ultimamente sto collaborando con agenzie di grafica e comunicazione.  Mi piace essere camaleontica, passare da un progetto all’altro!

Quali tecniche usi per i tuoi quadri? Fotografia, pennellate, ritocco digitale…
Fino ad un paio di anni fa, meno stavo al computer, meglio stavo io… ma dopo aver seguito dei corsi di Photoshop e di Corel Painter, ho scoperto la pittura digitale. A volte butto giù dei bozzetti a matita ed acquerello che poi con scanner acquisisco a computer per poterci lavorare digitalmente, intervenendo spesso con dei ritagli fotografici. Altre volte parto direttamente dal file, magari utilizzando texture o campiture di acquerello già scansite precedentemente.
Mi piace il digital painting perché permette di poter intevenire infinite volte su un determinato lavoro e di poter recuperare la “buona la prima” in ogni momento (sempre che mi ricordi di salvare il file inizale) . Mi piace anche la possibilità di progettare un dipinto di 3 mt x 3 con una buona risoluzione, lavorando su 15 pollici di monitor.
Ultimamente, quando sento il bisogno di sgranchirmi un po’, mi dedico all’olio su tela.

Usi spesso le bolle di sapone… che significato hanno per te?
Credo di averle usate un paio di volte. Non c’è alcun simbolismo particolare; piuttosto un espediente che mi ha permesso di dare scorci di più dimensioni e situazioni. Come in un caso dove, per realizzare un manifesto di un asilo nido in ristrutturazione, due bimbi fanno delle bolle che al loro interno racchiudono dei prospetti del “nuovo asilo”.

Altri elementi sono gli oggetti e i cibi quotidiani che fanno molto “arte POP”. Cosa puoi dirci al riguardo?
Io sono davvero una golosa cronica, ho una certa attrazione per la tavola.. poi, affrontando l’Alice, ho scoperto quanto mi piace disegnare tazze e tazzine. Per quanto riguarda il gusto un po’ pop, sicuramente si avverte nei disegni che ho realizzato per il progetto “Vintage in fabula”-una rivisitazione delle fiabe classiche in chiave vintage. Lì ho attinto agli anni ‘60, ritagliando riviste vecchie.. per cui quei disegni pullulano di scatolette di latta e ritagli assoutamente Pop.

Le illustrazioni per i libri come nascono? Dopo un’attenta lettura della storia o semplicemente da specifica richiesta dell’editore?
Finora l’editore non mi ha mai imposto nulla, può capitare di lavorare insieme per aggiustare qualcosa o aggiungere degli elementi. Come nascono le figure dei libri? Piacerebbe saperlo anche a me! nel senso, non c’è un procedimento preciso. Per lo meno, io non l’ho ancora appurato!
Una volta avuto un testo, lo leggo e lo rileggo e poi è tutto un po’ un generarsi di idee, di associazioni mentali, di immagini. Può capitare di giungere subito ad una buona idea, o di non arrivarci per nulla. Registro tutto sul foglio e comincio a scremare; a eliminare quello che mi sembra meno riuscito…

Quali sono i lavori commissionati che hai svolto fin’ora e quale ritieni sia stato il più strano o difficile?
Il tatuaggio per un’amica! Un vero casino progettare un’altena e due bimbi che giocano sulla superficie di un avambraccio!

 Ho visto che hai fatto anche qualche mostra personale. Cosa pensi dell’arte odierna e della sua circolazione, promozione, mercificazione?
Negli ultimi mesi ho messo in piedi qualche mostriciattola qua e là ma del mercato dell’arte so ancora poche cose. Mi piacerebbe comunque continuare anche su questa strada. Finora, nel mio piccolo, ho conosciuto persone interessanti che mi stanno stimolando tantissimo; ma mi rendo conto che il mercato vero dell’arte contemporanea possa funzionare meno simpaticamente… vedremo!

In bocca al lupo allora… sempre che tu non ti trasformi in Cappuccetto Rosso!

dorothy-e-i-corvi

 

 http://www.martalorenzon.it/



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