Indossare la memoria: CURIOSITY VINTAGE SHOP – PORDENONE
By iana On 17 Dec, 2012 At 03:18 PM | Categorized As IoVedo, IoVesto | With 0 Comments

di Anna

fotografie di Giada

“modella”: iana @ Curiosity Vintage Shop

Vestito anni 1950/60, orecchini in plastica del 1970, foular retrò e tazzina in porcellana Royal Albert del 1970.

<<Ogni acquisto ha il suo luogo giusto
e non tutte le strade sono un percorso
Raro è trovare una cosa speciale
nelle vetrine di una strada centrale
Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto >>

 

Lo cantava Nicolò Fabi ed è proprio vero, e infatti un luogo come il Curiosity Vintage Shop non può che trovarsi in un vicolo laterale del corso Vittorio Emanuele dal pittoresco nome “Vicolo Chiuso”, che sembra già introdurci nelle atmosfere retrò e magiche che si respirano all’interno del negozio. Un negozio piccolo, a misura di magia si potrebbe dire, uno di quei negozi in cui non serve tanto spazio perché – che bello è curiosare tra gli oggetti? –che bello è anche cercare in mezzo a tante cose alla ricerca del pezzo che più stimola il nostro bisogno di immaginare?- alla ricerca di un ricordo da indossare, un ricordo per arredare.
Il vintage oggi può essere considerato a tutti gli effetti un fenomeno culturale in forte ascesa e può essere la strada giusta per creare out-fit originalissimi.
Si può scegliere una via più radicale e rivivere attraverso un look completo un’epoca lontana, oppure rivisitare l’ out-fit in chiave moderna, una sorta di “ritorno al futuro”, in cui si mescolano elementi del presente e del passato ottenendo un effetto unico; insomma in questo caso possiamo dire che guardarsi indietro a volte può voler dire indubbiamente “essere  moolto avanti”.
Abbiamo fatto una chiacchierata con la proprietaria del negozio, Giada Canova, che ha deciso di lanciarsi in quest’ avventura per seguire la sua passione.

Innanzitutto, da cosa nasce la tua passione per il vintage, ed in particolare per quello inglese?
Merito sicuramente dei miei genitori i quali mi hanno trasmesso tutta la loro passione per la cultura inglese, e che fin da piccola mi hanno fatto provare la magia del viaggio ed insegnato che ciò che è diverso non è necessariamente un male.

Quanto secondo te la moda di oggi punta sul vintage?
Credo che la moda di oggi in qualche modo rispecchi sempre quella di ieri, nella forma, nei colori oppure negli accessori. Normalmente però la qualità di un vero prodotto vintage è superiore rispetto a quelli di oggi ed il suo valore aumenta proprio con il passare del tempo.

Uno scorcio della vetrina…

A proposito di valore, come si stabilisce se un abito o un oggetto può essere realmente considerato “vintage”?
Il vero vintage, dal punto di vista tecnico, è un abito, un accessorio o un oggetto che è stato prodotto almeno venti anni prima rispetto al momento attuale.

E, in base all’esperienza che stai vivendo, pensi che un settore comunque di nicchia come il vintage senta la crisi?
Non saprei dirti se è in crisi e non voglio che la cosa mi spaventi. Provando perlomeno non si avranno mai rimpianti, e la mia scelta di aprire un’ attività seguendo quelle che sono le mie passioni ha seguito questo principio più che calcoli economici

Qual è stata la risposta dei Pordenonesi a quello che proponi nel tuo negozio? Cosa cercano in particolare?
Quando ho aperto il Curiosity Shop sapevo che non sarebbe stato facile. La clientela è imprevedibile, soprattutto in questo periodo, ed è ancora diffidente rispetto a tutto ciò che è “usato”.
In questo mese però ho già potuto costatare che esiste una nicchia di persone di età differenti che invece apprezza davvero il valore di un oggetto particolare o di un abito retrò e di questo sono felice. Ho anche tentato di tenere i prezzi più bassi possibile perchè penso che chiunque debba potersi regalare qualcosa sempre.

Come sono arrivati qui in Vicolo Chiuso gli abiti e l’oggettistica che riempiono il negozio?
Tutti i capi e gli oggetti che ho in vendita provengono rigorosamente dall’Inghilterra.
Il punto di partenza è un viaggio. Parto da qui in macchina (approfitto per ringraziare chi ha guidato per me mentre io guardavo la cartina) e percorro mezza Europa. Attraverso la Manica rigorosamente in traghetto perchè la vista delle bianche scogliere inglesi dal mare è imperdibile, e una volta arrivata nella zona prestabilita incomincio a curiosare in ogni piccolo o grande negozio vintage, usato o antiquariato che sia, alla ricerca di qualcosa di unico.
Normalmente rimango via dieci giorni, sono la parte più bella del mio lavoro!

Come stabilisci cosa scegliere e cosa scartare?
In realtà non ho un metodo preciso, se quello che vedo mi attira e mi piace particolarmente o penso che possa piacere ad altri lo compro. Ovviamente cerco sempre di acquistare prodotti che siano ancora praticamente perfetti ed indossabili.
Per quanto riguarda le epoche diciamo che gli anni ’60 e ’70 vanno per la maggiore.
Sembra un lavoro facile ma vi assicuro che non lo è. Spulciare in una  miriade di negozi cercando il meglio è davvero estenuante e anche questo fa parte del valore dei pezzi che porto a casa.

Quanto c’è di sentimentale nella ricerca di abiti e oggetti che appartengono al passato?
Per quanto mi riguarda, mi affeziono immediatamente a tutto ciò che compro. Trovo estremamente affascinante il pensiero che qualcosa sia appartenuto chissà a quante persone, che abbia vissuto chissà quante vite e che provenga chissà da quali luoghi. Che una camicetta, per esempio, sia stata appoggiata sullo scendiletto di una camera degli anni ’50 mentre una donna si acconciava i capelli  canticchiando  “Fly me to the moon” mi fa subito sognare.

Cappotto di cotone del 1950 e orologio sveglia stile retrò

Si tratta in qualche modo di un rifiuto rispetto alla moda di oggi? Alla produzione su larga scala che riguarda soprattutto le catene di abbigliamento che da qualche anno vanno per la maggiore?
Non rifiuto assolutamente la moda d’oggi, anche se devo dire che mi sono sempre sentita fuori dal mio tempo, Semplicemente penso che tutto quello che crediamo di non volere più e che seppelliamo in soffitte polverose, potrebbe essere condiviso e probabilmente qualcun altro lo troverebbe speciale.
Gli inglesi hanno questa mentalità da sempre e secondo me non sbagliano. Lì il vintage è un vero e  proprio culto.
Pensandoci bene il vintage in realtà è anche un “riciclare”, nel senso di far rivivere qualcosa che altrimenti sarebbe dimenticato. In un’epoca scandita dal consumismo come la nostra, l’acquisto di prodotti usati può diventare un fattore positivo sia per le tasche dei clienti sia per tirare fuori l’originalità che è in ognuno di noi. Perciò osate!

Quali sono i tuoi progetti futuri ora che l’avventura e cominciata?
Spero di poter continuare a fare quello che mi piace magari partecipando a mercatini, fiere e cercando collaborazioni interessanti. Soprattutto l’obbiettivo è portare una ventata di aria inglese a chi non l’ha mai provata.

Un’ultima domanda: visto che si avvicina il Natale e stiamo entrando nel consueto tran-tran del “non-so-cosa-regalare”, dicci perché scegliere un regalo vintage può essere una buona opzione.
Beh, scegliere un regalo vintage significa donare un pezzo esclusivo ed è un modo impareggiabile per dire a qualcuno che è unico!

Il consiglio è quindi di farvi un giretto in Vicolo Chiuso, anche solo per dare un’occhiata, e di sentirvi liberi di considerare il Curiosity Vintage Shop la vostra macchina del tempo personale per sognare un po’, che quello, per il momento, ancora non costa nulla.

CURIOSITY VINTAGE SHOP

Vicolo Chiuso di Corso Vittorio Emanuele 2/a

yourcuriosityshop@gmail.com



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