Arte soffice :: Intervista a EYEFORMATION
By redazione On 10 Dec, 2012 At 11:36 AM | Categorized As IoVedo | With 0 Comments

di iana e Zellaby

Giuseppe Collovati aka Zellaby (Z): Ciao a tutti! Siamo ospiti dell’associazione SoundsLike, qui al Deposito Giordani di Pordenone, per una breve intervista per Iodio Magazine. Sono qui con il mio amico Frank Casazza direttamente da Lowell, in Massachussetts. Ora ti faremo qualche domanda… e faresti meglio a rispondere correttamente! (ironizzando, ndr)

Frank Casazza aka EYEFORMATION (EF): Farò del mio meglio!

Z: Il tuo vero nome è Frank, ma sappiamo che il tuo marchio, il tuo nome d’arte, “EYEFORMATION”, nasconde un significato. Potresti spiegarlo?

EF: EYEFORMATION è il modo in cui descrivo il mio lavoro perché tutto in continuo cambiamento per il nostro occhio.

Z: La tua arte si avvicina molto alla street-art, ma come da te dichiarato “Non faccio una cosa sola, sono per il non avere dei limiti”… come definiresti la tua arte? Quali sono le sfumature che si nascondono sotto il tuo ombrello di progetti?

EF: Se dovessi definire la mia arte in una parola direi Soft-art, soft inteso come soffice, amichevole, divertente, allegro.

Z: Soft-art è un nome decisamente nuovo, non l’avevo mai sentito, ci sta come nome! Spesso infatti i writers utilizzano nomenclature piuttosto “arrabbiate”.

EF: Si, ci ho pensato da poco anche io! Il modo in cui è venuto fuori questo nome deriva dal fatto che proprio i writers danno un taglio molto più duro alla loro arte, il mio è totalmente l’opposto. Da dove vengo io, si tende ad essere più “rigidi”, mentre io sono appunto più soft.

Z: La lista delle attività per le quali hai collaborato è infinita… Abbiamo visto le tue opere in molti luoghi. Riesci a fare della tua passione un lavoro lì a Lowell, in Massachussetts?

EF: Si! Ho dato vita al mio studio, EYEFORMATION Studio che si sta estendendo ed è la mia fonte primaria di reddito da circa un decina d’anni. Ho sempre lavorato per le altre persone e i miei guadagni sono sempre derivati dalla mia arte.

Z: Da ragazzo hai frequentato una scuola d’arte o simile?

EF: Sì fin da bambino ho avuto la passione per l’arte, anche alle superiori e successivamente all’università ho seguito percorsi artistici.

Z: Hai viaggiato molto… Ho visto i tuoi lavori in Asia, America, Europa… Quali sono le maggiori differenze che hai notato tra l’America e il resto del mondo, Italia compresa, artisticamente parlando?

EF: Più che le differenze, che sono davvero poche, ho notato di più le somiglianze…

Z: Chi è in testa alla scena artistica secondo te?

EF: Non è semplice rispondere… tutto è in costante movimento. Personalmente faccio riferimento all’arte asiatica, ma ultimamente seguo molto l’arte del Sud America. Molte opere della Colombia e del centro America assomigliano ai miei lavori.

Z: Cosa si scatena in te quando sai di poter avere un intero muro bianco a disposizione? Come nasce l’idea per riempirlo?

EF: Per me, vedere un muro bianco a disposizione, è la cosa che più scatena l’ispirazione, mi sento come se mi stesse chiamando a se per essere riempita. Penso che sia l’ispirazione a trovare me in uno spazio bianco. Lo sento come uno degli scopi della mia vita, il mettere qualcosa in un muro bianco.

Z: Ho visto che un elemento ricorrente delle tue grafiche sono le nuvole… c’è un motivo particolare?

EF: è il mio modo di creare un mondo, di trasformare il mondo che vediamo davanti a noi nel mio mondo, quello dei personaggi di EYEFORMATION. Mi piace credere che le nuvole possano rappresentare un elemento dell’ambiente come forse le foglie, anch’esse un elemento ricorrente.

Z: Tu usi spesso il bianco e nero, linea nera su uno spazio bianco… Preferisci l’uso del bianco e nero al colore?

EF: Si solitamente preferisco la linea nera su una superficie bianca… è il modo in cui ho iniziato a disegnare, ricorda molto i disegni su carta. Mi piace ricreare la sensazione del disegno semplice, che potrei fare con l’inchiostro in un foglio di carta, ma in una grande superficie.

Z: Ci parli del progetto al quale stai lavorando? Se non erro è una sorta di libro-gioco su paper-toys, puzzle,…

EF: Sì, si tratta di quello che chiamiamo un “libro di attività”: come quei libri per bambini dove si potevano fare semplici esercizi come unire i puntini, colorare pagine… Questo libro sarà pubblicato da Bootstrap Press, conterrà tutto un assortimento di immagini dell’universo Eyeformation e permetterà al lettore di interagire con la mia arte, tutto il contrario di quello che invece è una collezione di immagini da guardare. Il lettore avrà l’opportunità di collaborare, in un certo senso, con me.

Z: è un libro dedicato agli appassionati della tua arte o si adatta anche ai bambini?

EF: Penso possa sconfiggere le barriere tra adulti e bambini. Ci sarà del contenuto abbastanza semplice per bambini di 5 o 6 anni, ma anche materiale più impegnativo con cui dei teen-ager o degli adulti possano cimentarsi.

Z: Per chi non lo sapesse, Frank ed io ci siamo conosciuti alcuni anni fa in Belgio durante l’Amaze Event, dove erano presenti artisti da tutto il mondo; noi due più altri artisti da Italia, Germania e Giappone siamo rimasti in contatto da allora. Ti saresti mai aspettato di trovarti qui stasera a Pordenone? E cosa ti aspetti da questo evento?

EF: Non avrei mai pensato di poter essere qui, sono davvero felice e entusiasta! Non saprei cosa aspettarmi, ma posso dirti che è fantastico girare e far girare la mia arte… C’è qualcosa di diverso ogni volta… quello che accadrà non si può mai prevedere, è questo il bello!

Z: Bene! Grazie mille per essere qui con noi questa sera… Salutiamo Iodio Magazine e grazie ancora!



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