Una serie TV a Pordenone? I LIKE IT! Intervistiamo il regista Guglielmo Zanette
By iana On 13 Nov, 2012 At 02:46 PM | Categorized As Eventi, IoVedo | With 0 Comments

di iana

foto di Elisa Moro realizzate durante il casting del 28 settembre

PORDENONE CIAK

Provate a chiedere a un signore di 45/50 anni cosa ne pensa dei giovani, delle “nuove generazioni”… vi risponderà che siamo un branco di svogliati mammoni su cui non fare affidamento. Questo nella migliore delle ipotesi. Non la pensa sicuramente così Guglielmo Zanette, regista cittadino, che ha deciso di coinvolgere ragazzi e ragazze nel suo nuovo percorso, dando loro la capacità di farsi vedere e sentire. Aspiranti attori e artisti stanno avendo la grande occasione di dimostrare il loro talento e seguire un ciclo di produzione per una serie televisiva che ha come sfondo proprio la nostra città. Ma cerchiamo di capire meglio le intenzioni di Zanette e in cosa consiste Pordenone Ciak.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un progetto multimediale interamente dedicato ai giovani della città di Pordenone… come mai dedicarsi ad una fascia d’età su cui invece in molti non fanno affidamento?

Mi sembra che i giovani abbiano poche possibilità di dimostrare il proprio talento in questa società, ed in particolar modo nel nostro paese, l’Italia, che è notoriamente “un paese per vecchi”. Per questo ho deciso di creare un progetto televisivo dedicato ai giovani. La mia speranza è che i ragazzi di Pordenone dimostrino con passione ed entusiasmo tutto quello che sanno fare, e riescano a tirar fuori qualcosa di speciale che giace nelle loro profondità, e che forse non sanno neppure di possedere.

Può darci giusto qualche nozione biografica e parlarci della sua professione? È facile essere registi al giorno d’oggi?

Sono nato a Pordenone nel 1965. Mi sono laureato in Architettura al Politecnico di Milano, con indirizzo in design e arredamento, ed ho studiato regia cinematografica a Berlino con il regista polacco Janusz Kondratiuk, proveniente dalla Scuola di Lodz. Nel corso degli anni ho alternato il lavoro di architetto d’interni e designer, a quello di regista di film d’autore che mi hanno regalato tante soddisfazioni in ambito internazionale. Essere registi oggi è senz’altro diverso rispetto agli anni d’oro del cinema. Lo spazio per le grandi idee si è ristretto, ma i nuovi mezzi di comunicazione aprono inaspettate opportunità. Ogni regista dovrebbe essere al passo con i tempi e aprirsi alle novità, altrimenti c’è il rischio di finire in una riserva indiana a fare cose superate che nessuno vuole vedere.

Giovani attori e collaboratori verranno comunque coordinati da dei “senior” esperti nel settore. Ci può dire da chi è composto il gruppo di lavoro di Pordenone Ciak?

Il gruppo di lavoro è composto da me alla regia, da Tiziano Lunardelli come produttore esecutivo, da Renato Favro in qualità di direttore della fotografia, da Roberto Zanette come supervisore al montaggio; e da Luciano Fantuz per trucco e acconciature. Make-up cinematografico, costumi, scenografie, e colonna sonora originale, saranno affidate a dei giovani talenti del territorio con i quali stiamo già collaborando. I componenti della troupe televisiva e un numero importante di collaboratori/stagisti che parteciperanno alla post-produzione dell’opera saranno individuati fra giovani studenti e neolaureati del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Multimediali di Pordenone.

Non solo persone autoctone, ma anche luoghi… La città di Pordenone e la regione Friuli Venezia Giulia faranno da sfondo all’intera vicenda, giusto?

Pordenone godrà di una rappresentazione surreale, ai limiti della fantascienza. Credo che una visione così originale di una città sia un’operazione visiva sullo stile di artisti come Christo capaci di interventi spiazzanti che ci mostrano le cose da un punto di vista inedito. Anche la Regione FVG ricoprirà un importante ruolo di sfondo alla vicenda, e vedrà esaltate le sue bellezze paesaggistiche nel segno del rispetto della natura, dell’ecologia, e delle fonti di energia rinnovabili. Basti pensare che la prima puntata della serie, intitolata “La gita scolastica” è ambientata nel Parco Naturale Dolomiti Friulane, ed ha già ottenuto il Patrocinio della Fondazione Dolomiti UNESCO.

Il primo casting, lo scorso 28 settembre, ha visto presentarsi più di 150 ragazzi, tra aspiranti attori e collaboratori. Un grande successo ottenuto grazie anche ai canali di comunicazione dei social network. Adesso come procederà il lavoro?

Manterremo lo stesso spirito democratico che ha caratterizzato le selezioni del casting. I canali di comunicazione odierna sono molto più trasparenti rispetto al passato. La rete può monitorare costantemente risultati. Sono molto fiero che gli attori selezionati siano stati scelti in base a un casting pubblico che ha offerto le stesse possibilità a tutti. Sento un entusiasmo crescente sia fra i senior che tra i giovani coinvolti nei vari reparti; credo che da questo momento in poi il lavoro procederà spedito, con tanta gioia, positività e speranza da parte di tutti.

Quanto prevede possa impegnare i ragazzi in termini di tempo ed impegno il progetto Pordenone Ciak?

I ragazzi saranno impegnati in modo costante fino alla fine dell’anno prossimo, momento in cui è prevista la presentazione cittadina della puntata pilota della serie TV. Poi si vedrà. Personalmente ho molta fiducia nell’iniziativa e penso che il progetto andrà avanti a gonfie vele, permettendoci di realizzare gli altri episodi della serie televisiva; Pordenone Ciak è un’idea in grado di sviluppare un’insieme di cose positive, fra cui lavoro, formazione, e speranza per il futuro, che forse è la cosa più importante in questo momento.

La trama è invece ancora TOP SECRET. Si parla solo fantascienza urbana. Può dirci qualcosa di più?

Non svelerò ulteriori dettagli perché l’idea che sta alla base di questa storia è davvero innovativa ed originale: meglio tenersela stretta il più a lungo possibile.

 

Meglio così… le idee sembrano essere diventate la risorsa più preziosa al giorno d’oggi e la curiosità suscitata ci permetterà di rimanere con gli occhi bene aperti, perchè, purtroppo, progetti di questo calibro non sono all’ordine del giorno.

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