Vincitori contest letterario 2011
By admin On 7 Nov, 2011 At 10:54 PM | Categorized As Contest letterario 2011, IoLeggo | With 0 Comments
 
di Katrin Battiston e Alessandro Verona
illustrazioni di Alessandra Perin

 

Ci siamo. Il primo contest letterario di Iodio. Che emozione. Ed eccovi i vincitori, scelti basandoci su tre parametri: la tecnica, la creatività e il nostro cuore. Per il racconto breve ha vinto Stefano Driussi, ex equo per la poesia tra Sara Comuzzo e Stefano Cantoni. Congratulazioni a loro, e grazie a tutti quelli che hanno partecipato al contest.

~

Sara Comuzzo

Sara Comuzzo, 23 anni, laureata in Psicologia presso l’Università di Padova Sara studia Mediazione Culturale a Udine. Adora da sempre la letteratura, romanzi, autobiografie e poesie. Specialmente ciò che riguarda il filone americano della Beat Generation. Tra i suoi scrittori preferiti troviamo Shakespeare e Dylan Thomas. Parlando di contemporenei ama James Frey, Jim Carroll, Evelyn Lau e Johnatan Safran Foer. “Devo molto a tutti loro, per avermi fatto amare le parole e il loro impatto”. Nel tempo libero legge, scrive (ovviamente), corre, viaggia e ascolta un sacco di musica Indie.

Parlando con lei

Non importa dove la cosa ci porta adesso.
I cieli sono amanti. Le nuvole il loro bestiame.
Sono ispirata perché l’elettricità ha incontrato la mia spina dorsale.
20 minuti al macello.
Girovagare.
Non ha fatto né fa altro.
A lei piacciono i vagabondi.
Ecco perché.
È questione di capovolgere l’importanza delle cose.
La fragilità del leone è più preziosa di quella del cervo.
Ti chiedi perché tutte queste cose nella tua testa.
Non ricordi il tramonto? Ricordi la luna? Il pezzo mancante.
Lei si chiede ed urla perché non ricordi. Ma non te ne importa.
A nessuno importa.
E andiamo avanti.
Nell’angoscia delle nostre insoddisfazioni.
Ci si sposa per ottenere cesoie.
Non è che vorresti tornare indietro?
Tocca la sua faccia per sapere che non è finita.
Forse ci sarà qualcuno che annebbia cerbiatti ed avvelena corvi
creando giacigli per i giorni più belli.

~

Stefano Cantoni

Cantoni Stefano, 34 anni anagrafici; 3 anni d’animo candido, 15 anni di esuberanza sognatrice. Cantante eclettico, scrittore in prova, poeta nella poesia. Apolitico, diffida delle religioni e delle guerre, ama la ricerca della spiritualità individuale, sotto ogni forma e credo. “Le mie passioni segrete sono collezionare “carletti” in miniatura (sì, quelli dei “sofficini”….ci ho fatto pure un presepe una volta…) e perdermi in un libro senza mai finirlo subito, ma cogliendo ciò che mi serve in quel presente”.

Il canto del cigno

Cos’è l’amore per me?
lasciate che io canti una canzone,
e dove stonerò troverete le note più liete.

Stefano Driussi

Stefano Driussi, 28 anni laureato in Informatica all’Università degli studi di Udine. Parlando di musica preferita troviamo i TooL, i RATM, i Muse, gli Audioslave e i Dredg, ma non solo: ascolta spesso anche hip hop italiano.

Farewell…

“Cade la pioggia. Le gocce precipitano al suolo  infrangendosi sull’asfalto. Un rumore costante, come di mille orologi che ticchettano. Scivolano giù lungo le tegole della tettoia che sporge sopra la mia testa. Do un’ultimo tiro e poi getto a terra il mozzicone di cui oramai resta solamente un filtro avvizzito. Rotola per qualche istante sul cemento bagnato mentre  gli ultimi rimasugli di tabacco sfumano da un rosso intenso ad un grigio cenere. Ormai è passata un’intera ora. Lei non è ancora arrivata. Fisso ancora l’orologio. Le lancette scattano inesorabili, incuranti di ciò che accade attorno a loro, non devono aspettare nessuno, vanno avanti e basta. Passa un’altra mezzora. La pioggia non cessa. Il tempo sembra dilatarsi. All’improvviso  scorgo un movimento in fondo al vicolo: sta arrivando una persona. Indossa un lungo impermeabile  nero e un ombrello dello stesso colore la protegge dall’acqua che scende dal cielo. Socchiudo le palpebre. Metto a fuoco. Finalmente scorgo il suo volto. Le sue labbra rosse si stagliano nitide su quella pelle di un rosa pallido creando un netto contrasto. Due occhi verdi smeraldo  le decorano il viso come gemme preziose. Occhi stupendi. Occhi che tradiscono una tristezza profonda e inutilmente celata. Cammina nella mia direzione, passo dopo passo. Il mio sguardo è sempre su di lei e si ferma sotto al lampione che illumina quel tratto di marciapiede. Solleva il bavero dell’impermeabile per ripararsi dal vento gelido che a tratti urla lungo la strada e le sferza il viso delicato. Si è lei. Non ho alcun dubbio. L’ho aspettata a lungo e finalmente è qui. Una leggera pressione. L’indice scivola lentamente quasi a sembrare una carezza. Un soffio. Un secondo. Il suo sguardo  che muta improvvisamente. Sembra quello di chi non ha più pensieri. Uno sguardo sereno. Le palpebre si posano sui suoi occhi stanchi.  Lacrime scarlatte scivolano lentamente e si mescolano con la pioggia sporca di asfalto. Giace a terra. Smetto di guardare dal cannocchiale. Mi fermo per un istante e poi smonto il fucile per riporlo nella valigetta. Raccolgo il bossolo. Il fumo e l’odore di polvere da sparo bruciata mi entrano nelle narici e infiammano i miei polmoni. Non so chi fosse. Non conosco nemmeno il suo nome. Di lei resterà soltanto un ricordo vorticante nella mia memoria, uno fra molti. Questo è il mio lavoro, uno come tanti altri. Lascio l’appartamento. La pioggia continua a cadere.”

 

 

 

Lascia un commento