La Tempesta al Rivolta (VE) :: 08.12.2012
By redazione On 12 Dec, 2012 At 10:50 AM | Categorized As Eventi, IoAscolto | With 0 Comments

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di Alessandra Perin, foto di Elisa Moro

Premetto che per cause di forza maggiore sono arrivata al Rivolta verso le 9 e un quarto, perciò mi son persa con sommo rammarico alcune delle novità di quest’anno, come Appino in  versione solista, i Ninos du Brasil e Iori’s Eyes.

Premetto che partivo da casa già bella carica, dato che gli altri gruppi (Tre Allegri Ragazzi Morti, Teatro degli Orrori, Mellow Mood e Pan del Diavolo) ho avuto modo di sentirli più volte in tempi ed occasioni diversi, e non mi hanno mai deluso.

Premetto che, sempre per le medesime cause di forza maggiore, non ho potuto assistere al dj set di Dente, del Genio e nemmeno a quello degli Aucan, perciò non saprò mai se valeva la pena chiamarli per mettere i dischi alla mia festa di compleanno.

Detto questo il risultato è andato comunque oltre le migliori aspettative: sarà  stato il posto, sarà stata la quantità assurda di gente accorsa un po’ da ogni dove, o forse il fatto di vedere questi gruppi alternarsi sullo stesso palco per mischiare generi e stili così diversi.

I Pan del Diavolo che ci fan saltare le suole delle scarpe, i TARM che con coraggio ci fanno fare sei passi nel loro giardino, in compagnia di fantasmi vecchi e nuovi, i Mellow Mood che ci fanno unire in un abbraccio sincopato e il TDO che ci frustano con le loro distorsioni rabbiose: cosa volere di più? Folk, punk, raggae e noise, nostalgia e accendini, battiti in levare e pogo scomposto.

Bello sentire il pubblico cantare “Puoi dirlo a tutti”, godersi in un silenzio attento le sei tracce del nuovo album “Nel giardino dei fantasmi” che i TARM hanno deciso di presentare durante la serata e poi esplodere nuovamente per le vecchie glorie come “Il mondo prima che arrivassi te” e “Il principe in bicicletta”. Bello vedere il pubblico ondeggiare all’unisono al ritmo di “Immigrant star” e poco dopo scindersi  in un’agitazione individuale sulle note di “E’ colpa mia”.

La Tempesta arriva al Rivolta e si conferma come il volto felice dell’ “altra” musica italiana, quella che ha qualcosa da dire oltre che da suonare.

Non a caso il Teatro degli Orrori chiude il concerto live con un’orgia strumentale di puro delirio, un brano fantasma che si intitola “Rivolta”.

Un omaggio al luogo che ha ospitato l’evento. O forse un invito per tutti noi.



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