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	<title>Iodio Magazine</title>
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		<title>Motorpsycho live @ New Age Club, Roncade (TV) :: 08.05.2013</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 14:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[hard rock]]></category>
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		<description><![CDATA[di Stefano Zadro. Foto e riprese di Nicola Santellani Continua l&#8217;avanzata nordica al New Age; dopo i Meshuggah (Svezia), arrivano i Motorpsycho (Norvegia) sul palco del locale di Roncade, con la loro carica ultra decennale di hard rock e psichedelia. Ad ascoltarli qualche centinaio di persone, la maggior parte facenti parte di quel club senza [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2921 alignleft" alt="Motorpsycho New Age Club" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/IMG_7018-300x168.jpg" width="300" height="168" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>di Stefano Zadro. Foto e riprese di Nicola Santellani</em></p>
<p>Continua l&#8217;avanzata nordica al New Age; dopo i <strong><a href="http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/05/03/meshuggah-decapitated-live-age-club-30-04-2013/" target="_blank">Meshuggah </a></strong>(Svezia), arrivano i Motorpsycho (Norvegia) sul palco del locale di Roncade, con la loro carica ultra decennale di hard rock e psichedelia.</p>
<p>Ad ascoltarli qualche centinaio di persone, la maggior parte facenti parte di quel club senza nome né sede, ed i cui componenti considerano i Motorpsycho un gruppo da leggenda, di culto, da osannare in ogni occasione possibile, da ascoltare con devozione, da non perdere assolutamente, per farsi risucchiare nel maelström elettrico del loro inconfondibile magico sound.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2922" alt="Bent Sæther" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/IMG_7021-300x168.jpg" width="300" height="168" /></p>
<p>I Motorpsycho sono uno di quei gruppi che quando ti entrano dentro, non ti mollano più.</p>
<p>I fan dei Motorpsycho si ritrovano ai concerti dei Motorpsycho e commentano con entusiasmo quanto sia bello essere ad un concerto dei Motorpsycho. Ed il giorno dopo si ritrovano su internet, per raccontarsi quanto sia stato bello il concerto dei Motorpsycho. Lo so, c&#8217;è del fanatismo, ma tutto sommato sono (ok, siamo) gente innocua.</p>
<p>Inizio puntualissimo, alle 22 si parte. Il pubblico del New Age è adorante, pronto per l&#8217;avventura cosmica. I Motorpsycho sono noti per i loro live intensi, aggressivi e dolci, e soprattutto lunghi. Quando scenderanno dal palco l&#8217;orologio segnerà l&#8217;una.</p>
<p><a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/IMG_7034.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2923" alt="Hans Magnus Ryan" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/IMG_7034-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Tre ore di concerto, tre ore di magia.</p>
<p>Le loro sono canzoni impegnative, anche di venti minuti, nei quali le sfuriate chitarristiche introducono momenti di pura jam psichedelica, intrecci sonori da viaggio cosmico, crescendi fragorosi e discese soffuse e melodiche.<br />
Certo, i momenti più psichedelici e sognanti possono risultare un po&#8217; pesanti da seguire con attenzione, ma sono un perfetto accompagnamento per una-o-più-birre.</p>
<p>Il concerto fa parte del tour promozionale del nuovo album “Still life with eggplant” (natura morta con melanzana, deve essere humor norvegese), ma la lista dei brani eseguiti (che cambia ad ogni concerto) pesca dai numerosissimi album della band, che partono dagli anni &#8217;90 fino ai giorni nostri.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2924" alt="Reine Fiske" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/IMG_7028-300x168.jpg" width="300" height="168" /></p>
<p>I fan collezionano scalette dei loro concerti come fossero Gronchi rosa. Si possono ascoltare tre concerti di fila e non sentire due volte le stesse canzoni.</p>
<p>Per questo chi li segue da tempo sa che ogni loro show è unico, non si ripeterà mai più con le stesse modalità, è un <em>qui e ora</em>.<br />
Come dissero loro qualche tempo fa: “Non abbiamo intenzione di fare due volte la stessa cosa. La vita è troppo breve”. Lunga vita ai Motorpsycho.</p>
<p>P. S. Grazie ai Marta sui Tubi per aver portato i Motorpsycho a Sanremo con il loro brano “<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1BKduJIa0eA" target="_blank">Dispari</a></strong>”.<br />
Anche loro devono fare parte del club.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/zKY5j0_Pccg" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<div class="AWD_facebook_likebutton"><div class="fb-like" data-href="http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/05/10/motorpsycho-live-new-age-club-roncade-tv-08-05-2013/" data-send="0" data-layout="standard" data-width="300" data-show-faces="0" data-action="like" data-colorscheme="light" data-font="arial" data-ref=""></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>ZED x iodio: un poster in regalo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 13:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Androiodio]]></category>
		<category><![CDATA[IoVedo]]></category>
		<category><![CDATA[iana]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iodio Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[poster]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>
		<category><![CDATA[zedone]]></category>

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		<description><![CDATA[di iana Siccome sappiamo che (anche se siamo costantemente bombardati da immagini digitali e in movimento che rendono succubi i nostri occhietti) le care e vecchie illustrazioni &#8220;artigianali/ritoccate&#8221; vi piacciono, abbiamo ben pensato di farvi un regalino&#8230; o meglio, ci ha pensato Zedone (aka Luca Nespolon), che abbiamo intervistato qualche tempo fa qui. Pensando a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>di iana</em></p>
<p>Siccome sappiamo che (anche se siamo costantemente bombardati da immagini digitali e in movimento che rendono succubi i nostri occhietti) le care e vecchie illustrazioni &#8220;artigianali/ritoccate&#8221; vi piacciono, abbiamo ben pensato di farvi un regalino&#8230; o meglio, ci ha pensato Zedone (aka Luca Nespolon), che abbiamo intervistato qualche tempo fa <a title="Intervista ZED" href="http://www.iodiomagazine.it/iovedo/2013/04/22/bad-ass-characters-intervista-zedone-luca-nespolon/">qui</a>.</p>
<p>Pensando a noi di iodio magazine, Zed ci vede così&#8230;</p>
<div id="attachment_2908" class="wp-caption aligncenter" style="width: 616px"><a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/ZED-COSTELLO-COPERTINA-IODIO-2012-JPG-BASSA.jpg"><img class="wp-image-2908 " alt="Poster in regalo ai nostri lettori" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/ZED-COSTELLO-COPERTINA-IODIO-2012-JPG-BASSA.jpg" width="606" height="846" /></a><p class="wp-caption-text">Zed x iodio: il poster in regalo ai nostri lettori</p></div>
<p>Su su&#8230; non fate i tirchi, stampatela e appendetela nella vostra cameretta, come facevate a 12 anni con il poster dei  Nirvana (o Backstreet boys a seconda dei gusti). Dopo tutto è un regalo&#8230; non vorrete mica fare brutta figura il giorno che erroneamente capiteremo in casa vostra e ci accorgiamo che manca il poster appeso. E poi il verde si abbina benissimo.</p>
<div class="AWD_facebook_likebutton"><div class="fb-like" data-href="http://www.iodiomagazine.it/trovaci/androiodio/2013/05/06/zed-iodio-illustrazione-regalo/" data-send="0" data-layout="standard" data-width="300" data-show-faces="0" data-action="like" data-colorscheme="light" data-font="arial" data-ref=""></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Meshuggah + Decapitated live @ New Age Club :: 30.04.2013</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 15:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Decapitated]]></category>
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		<category><![CDATA[metal]]></category>
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		<description><![CDATA[di Stefano Zadro, foto e video di Nicola Santellani Devastanti. È inutile cercare tanti giri di parole, chi il 30 aprile era al New Age non può che confermarlo. I Meshuggah sono una macchina distruttiva e implacabile. Il loro non è un concerto, è un corso di sopravvivenza, fisica e sonora. Non è un gruppo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><br />
di Stefano Zadro, foto e video di Nicola Santellani </em></p>
<p><a style="text-align: right;" href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/©nicolaSantellani007.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2893" alt="©nicolaSantellani007" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/©nicolaSantellani007-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Devastanti. È inutile cercare tanti giri di parole, chi il 30 aprile era al New Age non può che confermarlo. I Meshuggah sono una macchina distruttiva e implacabile.</p>
<p>Il loro non è un concerto, è un corso di sopravvivenza, fisica e sonora.</p>
<p>Non è un gruppo per tutte le orecchie, anzi. Ipertecnici, cupi, ossessivi, più pesanti della peperonata di nonna. Capisaldi nel panorama heavy intergalattico, piacciono a metallari, ma anche ad appassionati di jazz, ed agli amanti dell&#8217;estremo in general.</p>
<p>Chi li conosce non li evita, anzi accorre, come ben rappresenta il cartello appeso al New Age: “Tutto esaurito”.<br />
Già alle 22.00 il locale è infatti una bolgia di impazienza, l&#8217;atmosfera è elettrica e l&#8217;attesa per il gruppo svedese palpabile.<a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/meshuggah-new-age.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2894" alt="meshuggah new age" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/meshuggah-new-age-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Aprono i polacchi Decapitated, che tanto per far capire l&#8217;andazzo della serata ai presenti si esibiscono un un live massiccio e potente. “Un aratro”, per citare un commento raccolto al volo. Ma con tutto il rispetto per i simpatici decapitati, il vero spettacolo deve ancora iniziare.</p>
<p>Quando i Meshuggah si preparano per salire sul palco, basta l&#8217;ingresso dei roadie con gli strumenti per scatenare il pubblico. Ed ecco che arrivano i cinque, anticipati da un&#8217;intro demoniaca. Appena il tempo di fare il segno della croce che scatta l&#8217;assalto sonoro.</p>
<p>Senza dilungarsi sulle particolarità tecniche degli svedesi e sulle tonnellate di gruppi che hanno influenzato e che influenzeranno nei secoli a venire (per quello c&#8217;è Wikipedia), meglio cercare di descrivere l&#8217;esperienza che risulta essere un live dei Meshuggah.</p>
<p>I Meshuggah più che un muro di suono mettono innescano un terremoto colossale, vibrazioni e distorsioni che non lasciano scampo, saturando l&#8217;atmosfera di energia e di maestosità. Ritmiche ossessive, parti polifoniche, dissonanti, voce potente ed psicotica.<br />
Monolitici, inarrestabili, ti entrano nelle orecchie (devastandole) e scuotono ogni cellula.<br />
Velocità, precisione, e tanta violenza, che squassa teste, stomaci, gambe.</p>
<p>A supportare le mazzate sonore anche notevoli effetti visivi, frenetici, al limite dell&#8217;epilessia.<br />
Musicalmente il livello tecnico dei Meshuggah è mostruoso, non una sbavatura, non un imperfezione. Dei killer, implacabili e perfetti, dal primo all&#8217;ultimo secondo.</p>
<p><a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/©nicolaSantellani020.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2895" alt="©nicolaSantellani020" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/©nicolaSantellani020-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Sul palco i cinque recitano bene la parte dei brutti e cattivi, poche parole e nessuna pietà. Lo sguardo vigile del frontman Jens Kidman incita e guarda soddisfatto il massacro che si compie sotto il palco, mentre dietro le pelli l&#8217;idolo dei batteristi Tomas Haake mitraglia, senza rispetto per le leggi della fisica, colpi su colpi addosso al pubblico, malignamente supportato dai chitarristi Fredrik Thordendal e Mårten Hagström e dal bassista Dick Lövgren.</p>
<p>Circa un&#8217;ora e mezza di irresistibile brutalità, sin dall&#8217;inizio dello show dalle prime file si allarga un pogo assassino che risucchia ogni malcapitato che vi passi vicino, risputandolo malconcio poco dopo.</p>
<p>A fine concerto l&#8217;impressione è di essere stati appena rapiti, torturati e poi liberati, (più o meno) indenni.</p>
<p>Con i Meshuggah è come guardare dall&#8217;alto un baratro, la cui oscurità spaventa ma attrae, provoca vertigini e scariche di adrenalina. Quando guardi a lungo nell&#8217;abisso l&#8217;abisso ti guarda dentro. E ti consiglia di ascoltare i Meshuggah.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/DN9MJvRa2aE" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<div class="AWD_facebook_likebutton"><div class="fb-like" data-href="http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/05/03/meshuggah-decapitated-live-age-club-30-04-2013/" data-send="0" data-layout="standard" data-width="300" data-show-faces="0" data-action="like" data-colorscheme="light" data-font="arial" data-ref=""></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>Udine tra east and art: FEFF e UPIM @ Udine :: Aprile 2013</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 14:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[foto e testi di iana Descrizione sommaria Evento 1: Far East Film Festival Artisti partecipanti: chiunque abbia occhi a mandorla Luogo: Udine Giorno: dal 19 al 27 aprile 2013 Ora: giorno e sera Evento 2: U.P.I.M. Artisti partecipanti: 20 associazioni di under 35 Luogo: Ex-Upim &#8211; Udine Giorno: dal 12 aprile al 12 maggio 2013 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>foto e testi di iana</em></p>
<p><strong>Descrizione sommaria</strong></p>
<p>Evento 1: Far East Film Festival<br />
Artisti partecipanti: chiunque abbia occhi a mandorla<br />
Luogo: Udine<br />
Giorno: dal 19 al 27 aprile 2013<br />
Ora: giorno e sera</p>
<p>Evento 2: U.P.I.M.<br />
Artisti partecipanti: 20 associazioni di under 35<br />
Luogo: Ex-Upim &#8211; Udine<br />
Giorno: dal 12 aprile al 12 maggio 2013<br />
Ora: venerdì 16:00/22:00, sabato 10:00/22:00 e domenica  10:00/20:00<br />
<strong>Impressione primaria</strong></p>
<p><strong>Evento 1</strong></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none alignleft" title="Teatro Nuovo Udine" alt="" src="http://www.iodiomagazine.it/wp-content/gallery/feff-2013/p1080368.jpg" width="360" height="480" /></p>
<p>15 edizione del FEFF, che anche quest&#8217;anno ha portato fragranze orientali nella nostra piccola regione. Incredibile vedere come, per una decina di giorni, tutto assuma un&#8217;aria più zen. Anche quest&#8217;anno il programma è stato davvero ricco. Film ed eventi lasciavano le persone a bocca aperta. E la crisi vada a farsi un giro. Dall&#8217;inaugurazione, che ha visto la consegna del Gelso d&#8217;oro alla carriera a Kim</p>
<p>Dong-ho (regista coreano dall&#8217;età di&#8230; 75 anni!), fino alla premiazione finale, primo premio all’irresistibile commedia How To Use Guys With Secret Tips! del regista Lee Won-suk, gli spettatori hanno avuto modo di fare una full immersion di cultura asiatica. Per gli amanti del cinema gli schermi si sono riempiti di ogni genere: drammatic love, epic western, animazione, pulp, biografie, pop-fantasy,&#8230; Io ovviamente ne ho approfittato anche per farmi trascinare nelle esperienze offerte dai moltissimi eventi FEFF Show &amp; Play: corsi di cucina, lezioni di pittura (io ho provato quella cinese, dove tutta l&#8217;energia interiore si scatena sulla punta del pennello, mica facile! E in cui ogni gesto ha un preciso movimento e significato), laboratori di origami -sculture di carta- o haiku -pensieri in poesia- &#8230; devo dire che le pressioni del massaggio cinese Tui-nà sono sicuramente servite per le mie cervicali. Per non parlare delle arti marziali, del mahjong gigante e delle danze con ventagli. Sicuramente il Cosplay Contest è stato l&#8217;evento più atteso&#8230; erano tantisssssssimi. Se io dovessi pensare ad un personaggio da interpretare sceglierei sicuramente una delle bimbe che vivono le avventure dei cartoni di Miyazaki, magari Mimiko tra Papanda e Pan. Ogni sera poi Udine dava spazio ad un aperitivo o una festa&#8230; rigorosamente in stile “far east”! Dopo una giornata così una puntatina al sushi è d&#8217;obbligo&#8230; dal più spartano al più chic la città offre 5 ristorantini jap e cucina fusion per tutti i tipi.</p>
<p><strong>Evento 2</strong></p>
<p>La figata?<br />
Passeggiando tra il FEFF Market, dove, devo ammetterlo, avrei comprato TUTTO, ho scoperto un luogo dove finalmente l&#8217;arte ha sfondato i muri&#8230; letteralmente.<br />
Ponetevi questa domanda: che fine ha fatto l&#8217;UPIM del centro? Beh ragazzi ecco quello che ci voleva&#8230; E&#8217; stato sovraffollato d&#8217;arte e imbottito di idee, dopo avergli sparato un&#8217; overdose di anticonformismo. Quanto mi piace quando l&#8217;arte prende il posto delle cazzate commerciali.<br />
Il nome è rimasto uguale, UPIM, reinterpretato in <em>Udine Prova a Immaginarti Migliore</em>.<br />
I numeri? 20 associazioni friulane under 35, 1 progetto indipendente, 1000 mｲ di allestimenti.<br />
La sfida? Finanziare il progetto per arrivare fino al 2043. Un po&#8217; di monetine io le ho già lasciate nei grandi salvadanai all&#8217;ingresso.<br />
Ora&#8230; non vi chiedo di fare una donazione, ma di andarlo a vedere (intanto c&#8217;è tempo fino al 12 maggio). Vedrete che poi vi verrà spontaneo fare qualcosa.<br />
Ogni opera è unica e parte di un insieme. Ogni opera è silenziosa, ma vuole dirci qualcosa.<br />
Ci sono talmente tante sovrapposizioni di stili, colori, materiali che le parole sarebbero superflue, forse errate. Lascio che a descrivere siano degli scatti rubati di opere o loro dettagli&#8230;</p>
<p>Per tutte le informazioni:<br />
<a title="FEFF" href="http://www.fareastfilm.com/EasyNe2/Homepage.aspx" target="_blank">http://www.fareastfilm.com</a></p>
<p><a title="UPIM" href="http://palazzocontemporaneo.tumblr.com/" target="_blank">http://palazzocontemporaneo.tumblr.com/</a></p>

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			[Show as slideshow]		</a>
	</div>

	
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		<title>The Ataris + Cancer live @ B72 – Vienna :: 21/04/2013</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 19:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Perin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[B72]]></category>
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		<description><![CDATA[ foto e testo di Loris Immaginatevi un ragazzo trascorrere la propria adolescenza trovando conforto ed ispirazione in delle canzoni, ritrovarsi qualche anno più tardi faccia a faccia con l’artefice di tutto questo. Ebbene, quel ragazzo sono io ed il dispensatore d’emozioni è Kris Roe, icona pop punk per eccellenza, nonché leader storico degli Ataris. Introdurre [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a name="_GoBack"></a></p>
<p><em> foto e testo di Loris</em></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: Arial, sans-serif;"><a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/ataris.jpg"><img class="size-full wp-image-2871 alignleft" alt="ataris" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/ataris.jpg" width="300" height="300" /></a>Immaginatevi un ragazzo trascorrere la propria adolescenza trovando conforto ed ispirazione in delle canzoni, ritrovarsi qualche anno più tardi faccia a faccia con l’artefice di tutto questo.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ebbene, quel ragazzo sono io ed il dispensatore d’emozioni è Kris Roe, icona pop punk per eccellenza, nonché leader storico degli Ataris.<br />
Introdurre il gruppo potrebbe risultare superfluo; chi ne mastica di punk rock sa quanto la band sia colonna portante del movimento, nonché quanto al leader venga riconosciuta una capacità compositiva al di fuori del comune.<br />
Ad una costruzione melodica invidiabile infatti si affianca lo straordinario songwriting di Roe, ecclettico quanto profondo, capace di rendere in musica anche i pensieri più viscerali del proprio animo.<br />
Non c’è da stupirsi dunque se in ogni club in cui gli Ataris mettano piede vi sia il sold out.<br />
Fatta questa premessa, la band giunge in Europa in una veste “Amarcord”, considerando che ad eccezione di un ep acustico, l’ultimo lavoro risale al 2007 (anno di uscita di “Welcome the Night”).<br />
Vengo a conoscenza del concerto in gennaio e dopo lunghi mesi di attesa, eccomi pronto a godere di tal spettacolo.<br />
Perdonatemi anticipatamente qualora non dovessi risultare imparziale, ma tentare di descrivere questo evento senza cadere nel baratro della faziosità è, per un punkrocker come me, impresa ardua.<br />
La serata si svolge al B72, noto locale underground situato in pieno Gürtel, tra Josefstädter ed Alser Straße.<br />
Nella speranza di incontrare uno dei miei idoli ed animato da insolito ottimismo, raggiungo il loco mezz’ora prima dell’apertura porte, fissata per le 20.<br />
Giunto a destinazione, noto con piacere d’esser un lupo solitario immerso in una giungla metropolitana fatta da murales, adesivi alle pareti e loschi individui.<br />
Il B72 m’accoglie amorevolmente; I Jawbreaker di “<i>Dear You</i>” in sottofondo, luci soffuse e la <i>New Castle Brown Ale</i> in offerta.<br />
Riscaldato da un’atmosfera fin troppo idilliaca (presagio di qualcosa di grande alle porte?), mi reco rilassato verso il solito tavolino del merchandising.<br />
A questo punto, la mia totale dedizione alla causa viene premiata.<br />
Colui che è chiamato al compito di vendere al meglio la band tramite i consueti gadget è proprio Roe.<br />
Con innaturale pacatezza, rompo il ghiaccio domandando il costo delle spille e cordialmente mi viene risposto “<i>all for 5 euro</i>”.<br />
Kris nota la maglia che indosso (<i>dei Descendents</i>, ndr), si complimenta e si accende di passione come ogni musicista dovrebbe fare.<br />
Passa in rassegna tutte le mie spille, commentando ep/singoli/video delle band in questione.<br />
È amore.<br />
Gli chiedo imbarazzato una foto ricordo, lui mi stringe a sé e partono gli scatti.<a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/loroe.jpg"><img class="size-full wp-image-2872 alignright" alt="loroe" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/loroe.jpg" width="300" height="225" /></a><br />
Ne sussegue una chiacchierata di un’ora, dove tra aneddoti, storie di vita vissuta ed episodi quotidiani mi regala praticamente tutto ciò che il merchandising offre (spille, maglietta, “<i>Anywhere but Here</i>”<i> </i>in versione Deluxe, plettri handmade), aggiungendo quanto gli faccia piacere incontrare ragazzi così dediti alla musica.<br />
Ogni mia curiosità viene soddisfatta con spiegazioni minuziose e pregne di sentimento, un po’ come le sue canzoni.<br />
Ammette d’esser un inguaribile nostalgico, di amare profondamente il proprio lavoro e di volerlo fare in eterno.<br />
Gli rivelo come “<i>Let it burn</i>” dello split con gli Useless Id sia uno dei miei pezzi preferiti, lui ridacchia ed ammette di non averlo inserito in <i>Blue Skies</i> (<i>l&#8217;album più celebre della band, ndr</i>) in quanto troppo melodic hardcore.<br />
Estasiato dalla mia passione e dal mio feticismo per le b-sides, m’autografa spontaneamente il biglietto della serata e mi invita ad occupare un posto privilegiato, il backstage (in questo caso alla sinistra del palco).<br />
Inutile dire quanto fossi al settimo cielo, palese affermare quanto stessi godendo.<br />
Ad aprire le danze ci pensano gli svizzeri Cancer, in tour per promuovere il nuovo album “The Weight of the World”.<br />
Band dal punk rock energico e compatto, diverte e riscalda gli animi dei presenti, ormai schiacciati come sardine nei pochi metri quadri che il locale riserva loro.<br />
Nonostante la mente sia già a Roe e soci, riesco ad apprezzare il sound del trio elvetico, il cui unico tallone d’Achille lo riscontro nella pronuncia deficitaria dell’inglese.<br />
Dopo una mezz’ora di powerchords, cori da stadio e versi minimali i Cancer salutano diligentemente il pubblico, lasciando spazio ai tanto agognati headliner della serata.<br />
Un’ovazione accoglie l’entrata in scena del gruppo, il quale per la gioia della folla, esordisce con “<i>In this Diary</i>”.<br />
Subito dopo, è il momento di “<i>So Long Astoria</i>”.<br />
Chi mi conosce sa quanto io non sia uno dalla lacrima facile, ma questa volta l’emozione è stata troppo forte anche per me.<br />
Vedo raffiorare ricordi ormai lontani, memorie di giornate passate con gli amici nella più totale spensieratezza, nonché goliardia adolescenziale.<br />
Mi domando dove diavolo sia questa leggerezza, considerando che spesso lamento un’incapacità di godermi le piccole cose che la vita da ventitreenne mi offre.<br />
<a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/lo.jpg"><img class="size-full wp-image-2873 alignleft" alt="biglietto" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/lo.jpg" width="300" height="197" /></a>Tuttavia non ci penso troppo, spengo il cervello e continuo imperterrito a cantare sopra le note di ogni singola canzone.<br />
La band ripropone classici come “<i>1/15/1996</i>”, “<i>San Dimas High School Football Rules</i>”, “<i>The Saddest Song</i>” e la celebre cover di “<i>The Boys of Summer</i>”.<br />
Il pubblico è visibilmente in visibilio.<br />
Proprio quando tutte le cartucce sembrano esser state sparate, gli Ataris si cimentano nella cover di “<i>Secret Weapon</i>” degli Mxpx, per la quale viene chiamato sul palco a cantare il frontman dei Cancer.<br />
Rimango un po’ basito nel vedere le facce del pubblico, il quale non sembra conoscere il pezzo (<i>mentre io mi dimeno vistosamente, ndr</i>) anthem del gruppo di Mike Herrera.<br />
Tuttavia il B72 è una bolgia ed io non posso far altro che sorridere compiaciuto e goder di cotale festa.<br />
Terminato il concerto, vedo Kris circondato da baldi giovani chiamarmi a sé.<br />
Non capendo se stesse davvero gesticolando per richiamare la mia attenzione, mi avvicino pacatamente dove vengo accolto da un sonoro “<i>Did you like our gig, dude? Come drink with us!</i>”<br />
Sorrido, gioisco, mi aggrego.<br />
Il resto è storia, una di quelle a lieto fine.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></p>
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		<title>Bad ass characters: Intervista a ZEDONE (Luca Nespolon)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 11:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di iana Il mondo animale parte per la guerra. Una guerra. Panda, giraffe e tartarughe in versione “bad ass”, tipi che spaccano insomma. I volti subiscono mutazioni, la pelle straborda, il cervello tenta la fuga. E a guardarli vengono in mente termini tipo “skifidol” o personaggi simili&#8230; Ma si sa che ogni corteccia dura, in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>di iana</em></p>
<p>Il mondo animale parte per la guerra. Una guerra. Panda, giraffe e tartarughe in versione “bad ass”, tipi che spaccano insomma. I volti subiscono mutazioni, la pelle straborda, il cervello tenta la fuga. E a guardarli vengono in mente termini tipo “skifidol” o personaggi simili&#8230; Ma si sa che ogni corteccia dura, in realtà, nasconde un cuore tenero&#8230; E si scopre che a far paura sono piuttosto i Teletubbis. Non ci credete? Guardate/leggete/scoprite. E che il pugno divino di Hokuto sia con voi.</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/bad_giraffa_by_zedoneoncanvas-d412yri.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2817" alt="bad_giraffa_by_zedoneoncanvas-d412yri" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/bad_giraffa_by_zedoneoncanvas-d412yri.jpg" width="540" height="740" /></a></p>
<p><strong>Ti conosco da un po&#8217; ma non te l&#8217;ho mai chiesto&#8230; mi spieghi perchè Zedone?</strong><br />
Oddio, iniziamo bene, questo nickname me lo porto dietro da molti anni..purtroppo (o per fortuna?) E&#8217; nato quando da giovincello mi divertivo a scrivere sui muri&#8230; Sai no? Quelli la che hanno i pantaloni larghi che ascoltano il rap e in preda a crisi di egocentrismo scrivono il proprio nome a caso? Proprio quelli! Ho vissuto un bel periodo da writer, ero presissimo, ma da quando mi hanno fatto le foto segnaletiche e mi hanno preso le impronte, come vedi nei film, ho ri-tirato fuori carta e penna, qualche tela, e ho ricominciato a disegnare. Meno rischioso e soprattutto non sporchi di vernice il giubbotto nuovo comprato da Voltolina.</p>
<p><strong>I tuoi animali armati sono piuttosto incazzati&#8230; verso che cosa stanno combattendo?</strong><br />
Non vorrei deluderti ma non so con precisione contro chi o che cosa stanno combattendo. Di sicuro non è per un motivo inflazionato come ad esempio “la religione”, perchè sento che va tanto di moda bombardarsi per motivi “di religione” che ormai ne abbiamo piene le balle..o no? Con tutti i motivi che ci sono per bombardare qualcuno, proprio per “la religione”? Mah.</p>
<p><strong>Perchè alcuni dei tuoi personaggi sono privi di occhi, o meglio li hanno vuoti?</strong><br />
Gli occhi sono vuoti perchè rappresentano la “vuotezza” dell&#8217;anima, lo spirito assente, la cattiveria del non-sguardo, la non-coscienza davanti a quello che succede nel mondo d&#8217;oggi&#8230; Ti aspettavi una motivazione del genere? No. In realtà hanno gli occhi bianchi perchè non so disegnare le pupille. Mi vengono scentrate.</p>
<p><strong>Quali erano (o sono) i tuoi personaggi dei cartoni animati preferiti?</strong><br />
Ohh&#8230; Domandone finale di The money drop&#8230;Ti rispondo con un bel Ken il guerriero. Senza dubbio la mia serie preferita da quando ero piccolo. Ricordo la prima volta che il mio amico Pierpaolo me l&#8217;ha fatto scoprire, quando lo davano su Italia 7, sono rimasto a bocca aperta. Diamine se sono cambiati i tempi&#8230;le teste che esplodevano sotto i colpi di Hokuto non scandalizzavano nessuno&#8230;ora nei cartoni “da fascia protetta” non muore mai nessuno, o almeno non muore mai nessuno in modo atroce. Che noia. Ma d&#8217;altronde hanno fatto bene a censurare certi cartonacci&#8230; infatti la mia generazione, vittima di questi anime giapponesi è cresciuta malissimo. Se vedi siamo tutti criminali, violenti e c&#8217;è un mio amico che è ancora convinto che se ti tocca dopo tre giorni muori&#8230;è un tipo molto solo.<br />
Comunque, per me che ho sempre disegnato, Ken il guerriero era un orgasmo per gli occhi, sopratutto il manga, è spettacolare, ci mettevo ore a leggere un albo perchè stavo mezzora almeno ad osservare ogni pagina, ogni tavola, così ricca di particolari. Pazzesca! Giapponesi.<br />
Ai tempi poi disegnavo solo Kenshiro&#8230;mi ricordo che nei diari delle elementari (dove le compagne di classe ti facevano fare la dedica e tutti facevano Lupo Alberto con la classica frase “sei il mio migliore amico/a, spero di incontrarti di nuovo alle medie”) io disegnavo Kenshiro che faceva esplodere quattro teste dicendo “Il pugno divino di Hokuto del vuoto creato con due dita, Ciao da Luca”.</p>
<p><strong>E l&#8217;ispirazione viene da&#8230;</strong><br />
Penso di aver già risposto a questa domanda, mettici dentro qualche film, qualche altro manga e tanti videogiochi. I Videogiochi sono stati molto importanti per la mia crescita artistica.</p>
<p><strong>Alcune illustrazioni sono decisamente toste, violente: corpi flaccidi, cervelli mutanti, volti maltrattati, serpenti che si impossessano dell&#8217;uomo&#8230; cosa ti passa per la testa?</strong><br />
Da sempre sono appassionato di film horror, i martedì sera ero fisso con mia mamma davanti alla tv perchè dopo il festivalbar c&#8217;era “Notte Horror”. Non mi hanno mai impressionato gli horror, mi hanno sempre divertito ed ispirato. Potrei citare qualche cult personale che potrete ritrovare nei miei disegni, ad esempio la passione per gli animali antropomorfi incazzati si può ritrovare in film come Ticks – larve di sangue, Squirm, Tarantula e via dicendo..quella per i corpi flaccidi e deformati in La cosa di Carpenter, oppure guardatevi la scena finale di Society di Brian Yuzna.</p>
<p><strong> E ci sono addirittura immagini V.M.18! Dicci dicci&#8230;</strong><br />
Ma dove le hai viste scusa? Forse un paio di tette..ma le tette non sono v.m.18.. Con tutto quello che si vede e si sente in giro ormai ci vuole ben altro per essere vietati ai minori. Che ne so, ad esempio i Teletubbies. Quelli dovrebbero essere vietati!</p>
<p><strong> In alcuni disegni, sempre piuttosto cruenti, è presente la scritta: “Welcome to Bibione”&#8230; si nasconde un qualche trauma subito durante una vacanza?</strong><br />
Si, una specie di trauma, non subito da me, ma da un mio amico che un giorno ha trovato sto gommone “Explorer” ultimo modello in spiaggia a Bibione (forse dimenticato da qualche tedesco sbadatello) e, fierissimo, non se ne separava mai. Dopo massimo dieci minuti che lo utilizzava è riuscito a bucarlo e in preda allo sconforto ha svoltato la giornata da “Vini e Liquori da Rita”(chi frequenta Bibione lo conoscerà bene&#8230;). Da li ho iniziato a raffigurarlo in varie scene splatter: in una sta per essere inghiottito da una medusa gigante, in un&#8217;altra sta per essere azzannato da uno squalo enorme e via dicendo. Questo è l&#8217;aneddoto. Niente di che.<br />
<strong>Le illustrazioni eseguite in digitale sembrano essere più “leggere”, sarà anche per l&#8217;introduzione dei colori, è un effetto voluto? Gli uccellini panciuti e l&#8217;orsacchiotto con t-shirt celebrative li trovo addirittura teneri&#8230;</strong><br />
Chi mi conosce sa che sono un tenerone in realtà&#8230;alcuni mi chiamano “Pandone”. Primo perchè mi piacciono i panda, secondo perchè ho una bella stazza e si dice che sia bello e soffice abbracciarmi&#8230;tenero vero? Poi vado a periodi con le illustrazioni&#8230;a volte sono più “funny” a volte sono più “dark” e a volte non disegno nulla perchè non ne ho voglia o perchè ci sono dei periodi in cui non riesco neanche a disegnare una casetta stilizzata.</p>
<p><strong> Tutti ti conoscono per il tuo talento in veste di film-maker e con questa intervista scopriranno il tuo lato artistico. Ma il versante musicale continui a tenerlo nascosto?? “Zedonebeats” e “Terzo Rango” ti dicono niente?</strong><br />
La musica c&#8217;è sempre! Ho alcuni progetti musicali in piedi, altri abbandonati&#8230; purtroppo. Produco beats Hip-Hop, anche se in realtà è da un bel po che ho il campionatore nell&#8217;armadio. Ho intenzione di tirarlo fuori a breve perchè ho in mente certe cose&#8230; forse troppe! Un altro progetto attualmente attivo sono i “&#8217;D'abbracciom Boys”, un gruppo i cui membri sono gli alter-ego “colti e impegnati” dei membri del collettivo di video-produzione di cui faccio parte. E&#8217; appena uscito il loro nuovo video, si chiama PICCANTINO, cercateli su Youtube. (e guardate anche gli altri lavori nostri, specialmente CLANDEADSTINI&#8230;al quale sono molto legato&#8230;)</p>
<p><strong>Vuoi salutare qualcuno?</strong><br />
Si, “Saluto tutti tranne che a Illo, perchè Illo ha fatto appelloso. E basta!”</p>

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		<title>Afterhours @ Deposito Giordani :: 14.04.2013</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 11:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IoAscolto]]></category>
		<category><![CDATA[Afterhours]]></category>
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		<category><![CDATA[rock'n'roll]]></category>

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		<description><![CDATA[testo di Alessandro Verona foto di Ilario Piras Sabato 14 Aprile 2013, gli Afterhours, riempono quasi all&#8217;orlo il Deposito Giordani. Questo mi  fa pensare che forse sarà l&#8217;ultima volta che lo vedrò così. Chiuderà? E&#8217; vero quello che si vocifera? La crisi colpisce ovunque (e ci rende tutti più pigri). A mio avviso la vera [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>testo di Alessandro Verona</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>foto di <a title="http://www.realive.it/" href="http://www.realive.it/">Ilario Piras</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 14 Aprile 2013, gli Afterhours, riempono quasi all&#8217;orlo il Deposito Giordani. Questo mi  fa pensare che forse sarà l&#8217;ultima volta che lo vedrò così. Chiuderà? E&#8217; vero quello che si vocifera? La crisi colpisce ovunque (e ci rende tutti più pigri). A mio avviso la vera crisi sta nella mancanza di creatività e mai come ora i gruppi indipendenti sono stati così importanti. Può sbocciare buona musica solo da spiriti incontaminati, terre di confine senza vie imposte. Ribelli del sound e&#8230; OK mi sono dilungato troppo. Non a caso la copertina di questo articolo prende spunto dal loro ultimo album &#8220;Padania&#8221;. Anche se non si dovrebbe mai giudicare nemmeno di striscio un album dalla sua copertina io la trovo particolarmente evocativa. Il disco è  un&#8217;opera veramente originale e seppur inizialmente di difficile ascolto regala piano piano emozioni rinnovabili.</p>
<div id="attachment_2842" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/IMG_7092.jpg"><img class="size-medium wp-image-2842" alt="Afterhours" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/IMG_7092-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Afterhours</p></div>
<p style="text-align: justify;">Gli Afterhours salgono sul palco verso le 22:00 quando l&#8217;atmosfera è già piuttosto accesa. Per me è la prima volta  (perché mai ho aspettato così tanto??) e nonostante l&#8217;acustica del buon Giordani sia un po&#8217; difficile da gestire se la sono cavata veramente bene. Hanno suonato per due ore abbondanti e si sono destreggiati tra le novità dell&#8217;ultimo disco e qualche classico. Sono stati generosi e soprattutto passionali: ci mettono l&#8217;anima sul palco. Ogni colpo di batteria ogni goccia del loro sudore è passione.  Gli strumenti non si limitano alla configurazione di una classica rock-band: violino e tromba contribuiscono a creare un&#8217;atmosfera quasi teatrale. La dimensione che il gruppo acquisisce dal vivo è significativa ed è importante per capire gli Afterhours fino in fondo. Suonano vestiti di bianco, quasi a voler essere una visione surreale, come fantasmi usciti da qualche vecchio poliziesco italiano anni &#8217;70.</p>
<p style="text-align: left;">Volete una considerazione da fan rompi coglioni?</p>
<p style="text-align: left;">Tizio: Ale com&#8217;è stato il concerto degli After?</p>
<p style="text-align: left;">Ale: Figata, però non hanno suonato la mia canzone preferita: <a title="Bianca - Afterhours" href="http://www.youtube.com/watch?v=zEt7j0XDglk">Bianca</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Piccola curiosità direttamente da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Padania_(album)">Wikipedia</a>: <em>&#8220;Padania è il decimo album (il decimo?? [NdA]) di studio per gli <a title="Afterhours" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Afterhours">Afterhours</a> ed è stato preceduto dall&#8217;<a title="Extended Play" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Extended_Play">EP</a> <a title="Meet Some Freaks On Route 66" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meet_Some_Freaks_On_Route_66">Meet Some Freaks On Route 66</a>, uscito un mese prima dell&#8217;album in allegato al mensile <a title="La Repubblica XL" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Repubblica_XL">La Repubblica XL</a>. I primi due brani estratti dal disco <a title="La tempesta è in arrivo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_tempesta_%C3%A8_in_arrivo">La tempesta è in arrivo</a> e <a title="Padania (singolo)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Padania_(singolo)">Padania</a> sono stati inoltre utilizzati in anteprima nella colonna sonora della mini serie televisiva <a title="Faccia d'angelo (miniserie televisiva)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Faccia_d%27angelo_(miniserie_televisiva)">Faccia D&#8217;Angelo</a>.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Francesco De Gregori @ Teatro Comunale di Belluno :: 09.04.2013</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 18:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Perin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[IoAscolto]]></category>
		<category><![CDATA[belluno]]></category>
		<category><![CDATA[francesco de gregori]]></category>
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		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[                                                                                                              [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT">                                                                                                                              testo di Lucaspo</p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"><a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/france.jpg"><img class="size-medium wp-image-2829 alignleft" alt="francesco de gregori" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/france-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Francesco De Gregori in tour col suo ultimo album &#8221;Sulla strada’’ al teatro Comunale di Belluno! Come perdersi un’occasione del genere?</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Il piccolo teatro Comunale di Belluno, trasformato per l’occasione a qualcosa di molto vicino a un jazz club, si prepara ad accogliere l’ultima fatica discografica di chi è stato soprannominato il ’principe dei cantautori’’.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span>De Gregori, col suo stile unico e originale, derivante dall’assimilazione di autori come Fabrizio De Andrè, Simon &amp; Garfunkel e Bob Dylan (per citarne alcuni), presenta al pubblico uno spettacolo frizzante confermando dal punto di vista musicale un’ impronta rock vicina alla musica popolare.</span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span>I suoi testi metaforici sono accompagnati come sempre da uno sfondo ricco di affetti e di valori privati e quotidiani; testi a volte letterari e poetici a volte etici e politici, ma sempre caratterizzati da una raffinata ricerca linguistica.</span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Appena si spengono le luci sale l’emozione, il pubblico freme e spera di riuscire ad ascoltare oltre ai nuovi pezzi anche i molti classici che hanno reso grande l’artista. Non rimarranno delusi, perché dopo una frenetica terzina di nuovi brani in cui spicca ‘’</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"><i>Belle époque’’, </i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">una </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">canzone che si potrebbe definire un lampo da fuoriclasse, De Gregori tranquillizza il pubblico dicendo: ‘’ quattro o cinque canzoni del nuovo album e dopo apro la gioielleria ‘’. Ed ecco in lontananza le famose note jazzistiche che subito riportano alla mente il ritmo del charleston e veniamo accompagnati in un viaggio a bordo del ‘’Titanic’’.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Da qui in poi è un susseguirsi di canzoni ad un ritmo frenetico che il pubblico non fa fatica ad apprezzare, da ‘’Viva l’Italia’’ alla ‘’Donna cannone’’ passando per ‘’Buona notte fiorellino’’, eseguita in due versioni differenti, e ‘’Va in Africa Celestino’’. Cresce la partecipazione del pubblico che ben presto abbandona le comode poltroncine lasciandosi andare alla musica.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Nel ripercorrere la storia musicale del cantautore romano si rischia forse di oscurare almeno in parte i nuovi pezzi, fra cui spiccano ‘’Falso movimento ’’ e la canzone che da il titolo all’album ‘’Sulla strada’’. Anche se non eseguito durante il concerto, ‘’Ragazza del ‘95’’ rimane uno dei brani più interessanti dell&#8217;ultimo album, </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">nel quale è cantato da Malika Ayane</span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"><i>. </i></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Alla fine del concerto, come ultima perla, la canzone che tutti aspettavano : ‘’Rimmel’’. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Nonostante tutto anche questa volta De Gregori</span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"> si è dimostrato il cantautore di strada nel senso più nobile del termine : l</span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">a sua musica riesce a coinvolge generazioni diverse con la forza di canzoni intramontabili, il cui contenuto rispecchia sempre l’attualità. U</span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">n artista che, come pochi, è in grado di stabilire una legame vero con la gente, nei dischi come in concerto. </span></span></span><strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"><br />
</span></span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"> </span></span></p>
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		<title>Rival Sons live @ New Age Club (TV) :: 04.04.2013</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 10:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[IoAscolto]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[hard rock]]></category>
		<category><![CDATA[Iodio Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[live]]></category>
		<category><![CDATA[New Age Club]]></category>
		<category><![CDATA[Rival Sons]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Zadro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Stefano Zadro Finché sono le riviste di settore e sancire che 4 ragazzoni da Long Beach, California, rappresentano il gruppo rock blues rivelazione dell&#8217;anno uno dice: vabbè, è marketing. Ma se te lo dice uno come Jimmy Page, che fai, non gli credi? Gli credi, e fai bene. Il gruppo in questione sono i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2803" alt="Rival Sons" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/RivalSons-300x200.jpg" width="300" height="200" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>di Stefano Zadro</em></p>
<p>Finché sono le riviste di settore e sancire che 4 ragazzoni da Long Beach, California, rappresentano il gruppo rock blues rivelazione dell&#8217;anno uno dice: vabbè, è marketing. Ma se te lo dice uno come Jimmy Page, che fai, non gli credi? Gli credi, e fai bene.</p>
<p>Il gruppo in questione sono i Rival Sons, mentre il loro sostenitore è (naturalmente) il leggendario chitarrista dei Led Zeppelin, gruppo al quale i californiani si rifanno senza nasconderlo. Anzi. Led Zep, Yardbirds, Cream, Who: gli echi delle vecchie glorie del rock si ri-sentono che è un piacere.</p>
<p>I Rival Sons fanno parte di quella schiera di gruppi che hanno fatto degli anni &#8217;70 il loro baricentro musicale, fondendo hard rock, momenti psichedelici, calore blues e tanta intensità. Ma non è il solito nostalgico revival, qui i ragazzi ci mettono cuore e personalità.</p>
<p>Lo spettacolo che hanno portato al New Age Club non ha lasciato dubbi:  è così che si fa rock. Il cantante Jay Buchanan ha il demone dei veri frontman e un&#8217;ugola da patrimonio Unesco, la sua voce può stordire e incantare, come possono i riffoni del chitarrista Scott Holiday, capace di tirare fuori dal muro di Orange alle sue spalle scariche elettriche ed armonie da viaggione psichedelico. Il batterista Michael Miley si diverte un sacco dietro le pelli, ed il bassista Robin Everhart pure, tenendo alto l&#8217;onore dei pelati in una band di capelloni.</p>
<p>Un viaggio nel tempo che stordisce ed affascina, i Rival Sons ci mettono la loro anima ed incantano il pubblico che salta, balla e si lascia trasportare da melodie ed atmosfere: rock rabbioso e raffinate ballate blues si alternano per il piacere delle orecchie dei tantissimi che si trovavano sotto il palco del New Age, per l&#8217;occasione gremito di un pubblico veramente eterogeneo in quanto a età e gusti musicali.</p>
<p>Se gli anni &#8217;70 piacciono a tanti, la musica fatta di cuore e sudore piace a tutti. Peace &amp; love &amp; Rock&#8217;n'Roll.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/BzdaPv4yTIs" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Appino @ Deposito Giordani :: 05.04.2013</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 12:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Perin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[IoAscolto]]></category>
		<category><![CDATA[Appino]]></category>
		<category><![CDATA[Deposito Giordani]]></category>
		<category><![CDATA[il testamento]]></category>
		<category><![CDATA[noise]]></category>
		<category><![CDATA[polar for the masses]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
		<category><![CDATA[Zen Circus]]></category>

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		<description><![CDATA[                                                                                                             foto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>                                                                                                             foto e testo di Alessandra</em></p>
<p>“<span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Il Testamento” è un romanzo familiare in musica <a href="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/appino6.jpg"><img class="size-medium wp-image-2775 alignleft" alt="Appino" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/appino6-247x300.jpg" width="247" height="300" /></a>e Andrea Appino è arrivato venerdì al Deposito Giordani per raccontarcelo di persona.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Appino, voce e chitarra degli Zen Circus, ci ha abituato ai suoi testi caustici e allo stesso tempo poetici, che riflettono una lucidità di pensiero che pochi altri autori possono vantare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Questo primo lavoro solista non è da meno, ma rivela un&#8217;intimità nuova : la storia che racconta è un dolore personale, una rabbia che nasce all&#8217;interno della sua famiglia e che si libera solo attraverso la musica. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">La sezione ritmica de Il Teatro degli Orrori, Giulio Favero al basso e Franz Valente alla batteria, accompagnano questa catarsi con distorsioni noise e accenni di elettronica, che conferiscono un&#8217;energia distruttiva alle parole che l&#8217;autore pisano ci sputa letteralmente in faccia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Il racconto si apre con “Fiume padre” e scorre veloce con “Fuoco!”, “Specchio dell&#8217;anima” e “Passaporto”, forse il brano che più di tutti ricorda lo stile degli Zen Circus. “Il testamento” viene dedicato Kurt Cobain per celebrarne l&#8217;anniversario della morte e poi si prosegue con i “I giorni della merla”, “Godi” e “Tre ponti”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Il racconto si conclude con l&#8217;esplosione noise di “Che i lupo cattivo vegli su di te”, “Solo gli stronzi muoiono”, “Schizofrenia”, feroce e velocissima.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">La storia sembra finita, ma Appino ha ancora qualcosa da dire e questa volta lo fa da solo sul palco : “1983” e “La festa della liberazione” ci incantano con la loro disarmante semplicità, solo chitarra, voce e armonica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Aprono la serata i “Polar for the masses”, gruppo rock/noise maturo e di valore, testi provocatori e basso che ti rimane in testa.“Italico” e “Terrorismo e deejay” sono i brani che non lasciano indifferenti.</span></span></p>
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<a href='http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/04/06/appino-deposito-giordani-05-04-2013/attachment/polar3/' title='Polar for the masses'><img width="150" height="150" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/polar3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Polar for the masses" /></a>
<a href='http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/04/06/appino-deposito-giordani-05-04-2013/attachment/polar1/' title='Polar'><img width="150" height="150" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/polar1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Polar for the masses" /></a>
<a href='http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/04/06/appino-deposito-giordani-05-04-2013/attachment/polar2/' title='polar'><img width="150" height="150" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/polar2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Polar for the masses" /></a>
<a href='http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/04/06/appino-deposito-giordani-05-04-2013/attachment/appino2/' title='appino'><img width="150" height="150" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/appino2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="appino" /></a>
<a href='http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/04/06/appino-deposito-giordani-05-04-2013/attachment/appino3/' title='appino'><img width="150" height="150" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/appino3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="appino" /></a>
<a href='http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/04/06/appino-deposito-giordani-05-04-2013/attachment/appino4/' title='appino'><img width="150" height="150" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/appino4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Giulio Favero" /></a>
<a href='http://www.iodiomagazine.it/ioascolto/2013/04/06/appino-deposito-giordani-05-04-2013/attachment/appino1/' title='appino'><img width="150" height="150" src="http://www.iodiomagazine.it/www.iodiomagazine.it/wp-content/upLoads/appino1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Andrea Appino" /></a>

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